Primo round sfavorevole per i rider del food delivery

Il tribunale civile di Torino ha chiuso il primo round del processo intentato da sei ex-rider di Foodora, la società tedesca che è tra i leader nel settore delle consegne a domicilio di cibi pronti. Il tribunale ha dato ragione all’azienda, respingendo il ricorso su tutta la linea.

I sei ciclofattorini, che avevano smesso di lavorare per la società dopo le proteste del 2016, chiedevano che fosse loro riconosciuto lo status di dipendenti, oltre che il versamento di un risarcimento e il pagamento dei contributiI rider della società sono inquadrati come co.co.co. in quanto la società ha ritenuto e ritiene che le modalità in cui si svolge la prestazione lavorativa sia compatibile con le caratteristiche proprie della collaborazione coordinata e continuativa.

Per le motivazioni del Tribunale, che come già detto ha dato ragione a Foodora, bisognerà aspettare due mesi, ma sembrerebbe che il punto ritenuto dirimente sia stato il fatto che i fattorini potessero astenersi dal mettersi a disposizione in qualunque momento, anche nei turni dove teoricamente dovevano essere disponibili. Si tratta quindi di una sentenza legata a un caso specifico.

La cosa non finisce qui, perché gli avvocati hanno già annunciato ricorso in appello.