In arrivo una rivoluzione nella conservazione dei cibi?

Al via una collaborazione di ricerca tra Università di Messina e Officine di Cartigliano, azienda specializzata in macchine e sistemi per il trattamento del pellame e degli alimenti. Da circa due anni Officine di Cartigliano ha messo a punto una tecnologia per la sterilizzazione a radiofrequenza a temperatura relativamente bassa di alimenti liquidi e semiliquidi. La tecnica, sterilizzazione flash a radiofrequenza a bassa temperatura, si basa sull’applicazione di un campo elettromagnetico alla frequenza di 27,12 MHz ai cibi, che a ausa del rapido cambiamento di polarità del campo e al fatto di essere in movimento al suo interno su un nastro trasportatore si riscaldano molto rapidamente (più di 50 gradi in due decimi di secondo).

Ora l’azienda intende allargare le applicazioni della tecnologia, modificandola, alla pastorizzazione. Perché l’innovazione venga accettata dal mercato, essa deve garantire l’invarianza dei parametri organolettici. Da qui nasce la collaborazione tra l’azienda e l’Università, che si concentrerà sui prodotti lattiero-caseari.

L’Università di Messina è l’unica in Italia ad essere in possesso di una piattaforma di analisi organolettica basata su tecnologie sensoriali avanzate (lingua, naso e occhio elettronici), con tecniche già collaudate su altri prodotti, tra cui miele e preparati a base di carne. La piattaforma sensoriale, gestita da un software per l’analisi dei risultati, è capace quindi di definire in maniera esatta lo standard dei prodotti lattiero-caseari. Inoltre, l’Università dispose di un impianto pilota per la lavorazione del latte, realizzato con il progetto PanLab.

L’obiettivo finale è la messa appunto di una tecnologia e la realizzazione di un prototipo di macchina per la pastorizzazione a radiofrequenza e bassa temperatura con conservazione delle qualità del cibo trattato, che consente di rispondere alla richiesta di mercato di prodotti freschi che abbiano specifiche e costanti proprietà organolettiche e che siano caratterizzati da shelf-life sempre più lunghe e gestibili, dove possibile, al di fuori dalla catena del freddo.

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