OITA a CheckFruit: istituire lo sportello unico

La presidente di OITA Clara Ricozzi è intervenuta al seminario di aggiornamento “Il trasporto nel settore alimentare: approfondimenti e criticità”, organizzato da Check Fruit – NSF Italy a Bologna l’11 aprile scorso.

Il seminario aveva l’obiettivo di aggiornare i partecipanti riguardo la legislazione e le tecnologie applicabili al settore di trasporti alimentari. La platea era composta da responsabili qualità e logistici di produttori ortofrutta, aziende trasformatrici IV gamma, aziende di surgelati e conserve.

Clara Ricozzi ha esaminato in dettaglio la normativa applicabile al settore trasporti alimentari, sottolineando che in Italia le principali sono due: l’ATP, valida a livello internazionale, che stabilisce le caratteristiche che devono avere i veicoli per il trasporto degli alimenti e le temperature a cui questi devono essere mantenuti; i regolamenti derivanti dall’adozione del cosiddetto Pacchetto Igiene dell’Unione Europea, basati sulla metodologia HACCP.

In Italia la gestione dei certificati ATP fa capo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre quello dell’HACCP e relative certificazioni fa capo al ministero della Salute. Tra le due certificazioni non vi sono corrispondenze, e da questo derivano una serie di disfunzioni, dalla mancanza di un quadro unico per i controlli (si calcola che siano 14 gli enti che in teoria potrebbero avere voce in capitolo) alla molteplicità di enti cui un trasportatore che vuole abilitare un proprio mezzo al trasporto in temperatura controllata deve rivolgersi.

La linea dell’Osservatorio in merito è di istituire anche in Italia un’entità (per esempio una società come in Francia) che si occupi di tutte le autorizzazioni come sportello unico, mentre sul fronte controlli potrebbe essere possibile, per non duplicare gli sforzi, riunire il coordinamento di tutti i soggetti in un’unica Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare.

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