Sacchetti in polietilene con additivi per conservare la frutta fresca

Conservare la frutta in condizioni ottimali di maturazione sino a due mesi dalla raccolta? Oggi si può grazie all’invenzione di un chimico colombiano. Il processo di maturazione della frutta viene controllato dall’etilene, un idrocarburo semplice che viene emesso dalla frutta quando inizia a maturare. In effetti, proprio sulla base della produzione di etilene, i frutti si dividono in climaterici, quando prosegue anche dopo il distacco del frutto, e non climaterici, in cui la produzione di etilene si blocca quando il frutto è colto.
I frutti climaterici sono quindi quelli che continuano a maturare anche dopo la raccolta (mela, banana, albicocca, kiwi, mango, melone, cocomero, papaya, pesca, pera, prugna, pomodoro, pera, fico, avocado moltissimi frutti tropicali). Nei frutti non climaterici (more, mirtilli, lamponi, fragole, ciliegie, limone, arance, cetrioli, peperoni, melanzane, zucca, ananas, uva, pompelmo) la maturazione si blocca nel momento in cui il frutto viene raccolto dalla pianta.
Il trasporto e la conservazione dei frutti del primo tipo è quindi più complessa. Ora uno scienziato colombiano, Cesar Sierra, un chimico dell’Università Nacional de Colombia, ha messo a punto un sacchetto a basso costo in grado di controllare l’emissione di etilene e quindi rallentare la maturazione. Il sacchetto è composto da polietilene a bassa densità con l’aggiunta di alcuni additivi, la cui formulazione è coperta da brevetto. La plastica è spessa 0,2 mm. Per funzionare meglio il sacchetto viene chiuso ma non sigillato, così da permettere lo scambio di gas con l’esterno. Il sacchetto in questo modo riesce a controllare anche il processo di disidratazione che la frutta subisce durate le fasi di stoccaggio e trasporto refrigerato.
Ogni tipologia di frutta matura in modo e con tempi diversi, per cui per ognuna deve essere messo a punto un sacchetto specifico con la giusta combinazione di additivi e spessore.
Il primo prodotto finalizzato dal prof. Sierra, che per questo lo scorso novembre ha ricevuto la Leadership in Innovation Fellowship della Royal Academy of Engineering, permette di conservare in condizioni ottimali sino a 60 giorni la gulupa, un frutto esotico “emergente” simile alla maracuya che sta spopolando sui mercati olandese e tedesco. Sierra sta lavorando ora alla banana.